DM 37/08 Quando serve il progetto impianto elettrico 239


Studio Torelli

Normative DM37/08

Il progetto elettrico è l’elaborazione dei documenti tecnici che permetteranno la costruzione dell’impianto:
• nel rispetto delle norme tecniche di sicurezza;
• tenendo conto del contesto e dei fattori ambientali in cui dovrà operare;
• tecnicamente corretto a svolgere le funzioni previste.

Dopo la redazione del progetto, anche solo di tipo preliminare, sarà possibile richiedere alle Ditte installatrici la formulazione del preventivo, basato sul contenuto del progetto, così che le singole offerte possano essere effettivamente raffrontate.
Per quanto questa prassi sia ovvia, spesso viene ignorata, chiedendo prima il preventivo per l’installazione dell’impianto a più installatori, ottenendo da ognuno la proposta di ciò che reputa più opportuno realizzare. Le offerte ricevute risultano poi non paragonabili e di conseguenza si è portati a scegliere l’offerta apparentemente più vantaggiosa sotto l’aspetto economico, con il rischio che non sia adeguata a soddisfare le esigenze di sicurezza e funzionalità che verranno poi prescritte nella successiva fase di progetto, questo non perché non sia bravo l’installatore, ma perché gli viene chiesto di redarre un preventivo occupandosi anche di stabilire le condizioni di funzionalità e di sicurezza che non necessariamente rientrano nelle sue competenze. E’ già difficile essere un buon installatore, chiedergli anche di essere un buon progettista potrebbe essere fuori luogo, per non parlare poi del conflitto di interesse.

In alcuni casi come ad esempio gli impianti elettrici destinati ai cantieri edili, o alle abitazioni ad uso residenziale non eccedenti una specifica superficie abitabile, non è richiesto il progetto redatto da un professionista iscritto negli albi professionali secondo la specifica competenza tecnica richiesta, in alternativa può essere redatto dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.

In tutte le altre circostanze invece l’impianto deve essere obbligatoriamente progettato da un professionista iscritto in un albo professionale, nel campo di specializzazione tecnica richiesta.

Queste regole sono indicate nel decreto n. 37 del 22 gennaio 2008, che contiene prescrizioni sulla sicurezza degli impianti e che ha sostituito la precedente legge n. 46 del 1990.

L’art. 1 del DM 37/08 indica a quali tipologie di impianti e a quale settore tecnico il decreto si rivolge:

Art. 1 “Ambito di applicazione”
1. Il presente decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l’impianto e’ connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.
2. Gli impianti di cui al comma 1 sono classificati come segue:
a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere;
b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;

Un altro articolo del decreto, utile a chiarire l’aspetto obbligatorio della progettazione, è il seguente:

Art. 5. “Progettazione degli impianti”

1. Per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti di cui all’articolo 1, e’ redatto un progetto. Fatta salva l’osservanza delle normative più rigorose in materia di progettazione, nei casi indicati al comma 2, il progetto e’ redatto da un professionista iscritto negli albi professionali secondo la specifica competenza tecnica richiesta…

2. Il progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento, e’ redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste, nei seguenti casi:
a) impianti elettrici per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o per utenze domestiche di singole unità abitative di superficie superiore a 400 mq;
b) impianti elettrici realizzati con lampade fluorescenti a catodo freddo, collegati ad impianti elettrici, per i quali e’ obbligatorio il progetto e in ogni caso per impianti di potenza complessiva maggiore di 1200 VA resa dagli alimentatori;
c) impianti elettrici destinati agli immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o qualora la superficie superi i 200 mq;
d) impianti elettrici relativi ad unità immobiliari provviste, anche solo parzialmente, di ambienti soggetti a normativa specifica del CEI, in caso di locali adibiti ad uso medico o per i quali sussista pericolo di esplosione o a maggior rischio di incendio, nonché per gli impianti di protezione da scariche atmosferiche in edifici di volume superiore a 200 metri quadri;
e) impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), relativi agli impianti elettronici in genere quando coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione;

Quindi in relazione agli articoli citati, possiamo riassumere che:
Il progetto è obbligatorio per qualsiasi destinazione d’uso dell’immobile, che comprende ambienti o strutture di tipo civile, industriale, commerciali o altro, che abbiano una delle seguenti caratteristiche o limiti dimensionali:
• la superficie dell’ambiente maggiore di 200 mq (400 mq per locali di singole unità abitative);
• la potenza impegnata superiore a 6 kW;
• utenze alimentate a tensioni maggiori di 1000 V ( ad esempio con cabine elettriche);
Inoltre è obbligatorio se gli ambienti, di ogni genere, sono soggetti a normativa speciale del CEI, cioè:
• adibiti a locali medici;
• soggetti a maggior rischio in caso di incendio;
• soggetti a rischio di esplosione;

E’ inoltre obbligatorio anche per impianti di protezione dalle scariche atmosferiche per edifici maggiori di 200 mc.

Gli impianti elettronici sono sempre progettati quando saranno installati negli immobili i cui impianti elettrici sono soggetti all’obbligatorietà del progetto. Questi possono essere impianti di rivelazione incendi, impianti di allarme antifurto, ecc.

Lo studio elettrotecnico Torelli è disponibile per fornire eventuali chiarimenti o approfondimenti sull’argomento.

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Vedere anche: “Quando NON è necessario il progetto impianto elettrico”

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239 thoughts on “DM 37/08 Quando serve il progetto impianto elettrico

  • rosario

    Ottimo riassunto………………cosa rischierebbe l’installatore di turno che non richieda l’ausilio di un progettista per realizzare un impianto elettrico in una villetta indipendente di 450 mq calpestabili, ovviamente rilasciando una Di.Co senza allegati e senza aver indicato di aver rispettato il progetto? Rischia anche il proprietario?

    grazie mille

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Se la legge chiede il progetto di un professionista per un certo tipo di impianti come nel caso in oggetto, vuol dire che secondo la legge l’impresa installatrice non ha le competenze necessarie per eseguire tali impianti senza progetto.
      L’impresa che ha eseguito ugualmente l’impianto senza progetto del professionista ha svolto un lavoro non di sua competenza e dunque la DICO che ha rilasciato è senza valore, anche perché priva del progetto richiesto in allegato.
      Ovviamente il mancato rispetto della legge prevede delle sanzioni. Alcune violazioni tipiche rispetto al DM 37/08 sono:
      • Il committente affida lavori sugli impianti ad impresa non abilitata da € 103 a € 506
      • L’installatore realizza una tipologia di impianto per la quale non è abilitato da € 1.032 a € 10.320
      • L’impianto realizzato senza il progetto del professionista, ove obbligatorio (sanzione per il committente e l’impresa installatrice) da € 1.032 a € 10.320
      • L’impresa installatrice non rilascia la DICO da € 100 e € 1.000
      • Il proprietario dell’impianto non fa predisporre la DIRI in assenza della DICO (impianti post 13/03/1990 e ante 27/03/2008) da € 100 e € 1.000
      • Il proprietario non esegue una regolare manutenzione dell’impianto da € 1.000 e € 10.000

  • SAVIO

    Salve sono un installatore elettrico, dovrei installare un nuovo impianto elettrcio in un locale adibito ad uso commerciale (Negozio di Abbigliamento) di circa 60mq con un richiesta di fornitura elettrica di 3,0 KW,
    Mi occorre sapere se è indispensabile il progetto redatto da un professionista.
    Grazie in anticipo

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Nel caso specifico, trattandosi di un nuovo impianto elettrico in un locale adibito ad uso commerciale (Negozio di Abbigliamento) di circa 60mq con una richiesta di fornitura elettrica di 3,0 kW, non vige l’obbligo di progettazione redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste in quanto le utenze sono alimentate in bassa tensione con potenza impegnata inferiore a 6 kW e con superficie inferiore a 200 mq.

  • VALERIO

    Salve,da poco sono diventato un installatore con P.IVA. Volevo sapere se per modificare un impianto di illuminazione su dei garage multipiano con fornitura elettrica superiore a 6kw,serve il progetto?

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Trattandosi di parcheggio multipiano suppongo che si tratti di attività soggetta al DPR 151/11 (attività 75), inoltre sarà quasi sicuramente superiore a 200mq.
      Dal DM37/08 art.5 comma 2 si legge che l’obbligo di progettazione c’è nei seguenti casi:
      “c) impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), relativi agli immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kw o qualora la superficie superi i 200 mq;
      h) impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera g), se sono inseriti in un’attività soggetta al rilascio del certificato prevenzione incendi e, comunque, quando gli idranti sono in numero pari o superiore a 4 o gli apparecchi di rilevamento sono in numero pari o superiore a 10. “

      Di conseguenza direi che il progetto è obbligatorio.

      • michele

        Salve, la redazione di progetto da parte di professionista è sempre auspicabile ma non obbligatoria in taluni casi; dipende anche dal tipo di intervento. Non è ad esempio soggetto ad obbligo di progetto, responsabile tecnico o professionista, l.intervento di manutenzione straordinaria. Pertanto se ad esempio in un circuito luce aggiungo un corpo illuminante, in impianto soggetto a progetto prof, non occorre nuovo progetto ma solo la dico per man straord. Spero che questo piccolo contribuito possa essere utile.

  • Electrical

    Salve.
    Quando nel DM 37/08 si parla di obbligo di progetto per impianto elettrico in unità abitativa con superficie maggiore di 400mq si tiene conto del solo appartamento o si calcolano eventuali superfici di giardini e terrazzi?
    Sto per realizzare l’impianto elettrico in un appartamento a PT (superficie 200mq) con giardino (superficie 300mq) con superficie totale maggiore di 400mq. C’è l’obbligo del progetto da parte di professionista abilitato?
    Grazie

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Secondo una mia interpretazione quando si parla di 400mq si considerano tutte le superfici servite dall’impianto elettrico, comprenderei quindi i terrazzi facenti parte dell’unità abitativa, mentre escluderei il giardino essendo all’esterno dalla unità abitativa. Qualora però si ricadesse nell’obbligo di progettazione, questa dovrà comprendere tutti gli impianti sottesi al contatore, quindi anche il giardino.

  • Zaccaria Di Cristofaro

    Volevo avere delucidazioni sull’obbligatorietà del progetto nei luoghi di lavoro (uffici), anche se per potenza e superfice non vengono superati i valori indicati nel DM 37/08.
    Secondo un progettista con cui collaboriamo c’è l’obbligatorietà secondo quanto previsto nel DPR 547 e successivo 81/08.
    Può aiutarmi?
    grazie e complimenti.
    DZC

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Il D.Lgs 81/08 è allineato al D.M. 37/08 dove viene richiesto l’obbligo di progetto solo nei casi previsti dall’art.5.
      Nel caso specifico quindi se non c’è l’obbligo di progetto secondo il DM 37/08 non è richiesto neppure dal D.Lgs 81/08 in quanto un impianto costruito secondo le normative in vigore e nel rispetto dei limiti imposti è da ritenersi sufficientemente sicuro e correttamente dimensionato.

  • Zaccaria Di Cristofaro

    Effettivamente questo è quello che avevo considerato anche io.
    Però mi è stato fatto notare che nel 818 titolo III, capo III, art. 81 punto 1, non sia proprio così la cosa, siamo nuovamente difronte alle solite italianate?
    Grazie
    saluti
    DZC

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Attenzione l’art.81 dice che gli impianti devono essere progettati, ma non specifica da chi. Lo fa il D.M. 37/08 dove chiarisce che in tutti gli impianti complessi, ovvero quegli impianti rientranti nell’art.5 è obbligatorio il progetto redatto da un professionista abilitato.
      In tutti gli altri casi il progetto può essere eseguito dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.
      Con questo spero di aver fugato ogni dubbio.
      Grazie per l’interesse al Blog

  • massimo

    Buon giorno,
    volevo capire se il progetto è obbligatorio anche nei casi di realizzazione di impianti FV.
    o si segue quanto indicato per gli impianti di produzione.
    Per tanto per gli impianti sotto i 6kW e sotto i 400mq è sufficiente uno schema unifilare?

    Saluti

    MC

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      La realizzazione di un impianto fotovoltaico, connesso all’impianto utilizzatore esistente, costituisce un ampliamento dello stesso e non la realizzazione di un nuovo impianto. Tale impianto è soggetto ad obbligo di progetto di un professionista se ricorre almeno una delle due condizioni:
      a) l’impianto utilizzatore, al quale l’impianto fotovoltaico viene connesso, è soggetto ad obbligo di progetto da parte di un professionista;
      b) l’impianto fotovoltaico ha potenza nominale >6kW

  • germano di filippo

    Buon giorno, dovrei rifare l’impianto elettrico di un autorimessa che prima era di proprietà di un condominio con circa 8 posti auto divisi da muro ma senza serranda, ora è stato acquistato da una ditta di vigilanza che ne vuole fare la rimessa per i suoi veicoli (circa 9). l’impianto comprende l’illuminazione, le luci di emergenza, la realizzazione di un bagno, ed un ufficio. tale garage si trova a livello strada chiuso da cancello, la potenza impiegata non supera i 6KW mi hanno chiesto la certificazione preventiva ante lavori, la domanda è: posso rilasciare la dichiarazione di conformità prima di aver fatto i lavori e soprattutto se serve un progetto redatto da persona qualificata? La ringrazio anticipatamente. Germano

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      La DICO è un documento importante dove l’installatore dichiara di aver realizzato un impianto a regola d’arte. Se non ha installato l’impianto ovviamente non lo può dichiarare. Per quanto riguarda il progetto redatto da tecnico abilitato deve verificare oltre alla potenza, che deve essere inferiore a o uguale a 6kW, anche che non superi la superficie di 200 m² in quanto “attività produttiva, al commercio, al terziario e ad altri usi”. Trattandosi inoltre di attività comprensiva di deposito automezzi sarà necessario avere dalla committenza valutazione dei rischi per accertare che si tratti di attività priva di ambienti soggetti a normativa specifica del CEI, o per i quali sussista pericolo di esplosione o a maggior rischio di incendio. Qualora non risultasse ambiente ordinario, per le motivazioni sopra descritte, il progetto redatto da professionista sarà comunque obbligatorio.

      • germano di filippo

        Buona sera, ringrazio per la risposta, volevo farvi sapere che il garage è accatastato come magazzino/deposito cose non infiammabili, di 375mq con 3,3Kw, con dichiarazione di un ingegnere attestante che non serve il nulla osta dei vigili del fuoco, c’è già un impianto luci con quadro a norma, mi hanno detto che basta la DIRI e che posso certificare il solo impianto, tutto questo perchè altrimenti la banca non eroga il mutuo al compratore al quale dovrò successivamente rifare l’impianto. Quindi posso fare la DIRI senza progetto?
        Come al solito vi ringrazio del tempo che mi concedete. Germano

        • Alessandro T. L'autore dell'articolo

          Attività di 375m², quindi soggetta all’obbligo di progettazione. In ogni caso si può rilasciare la DIRI per un impianto soggetto a progetto da parte di un professionista, senza progetto, ma è necessario allegare almeno una documentazione per documentare l’impianto che si è approvato.

          • michele

            Precisando che la diri per un impianto soggetto a progetto prof va rilasciata da un professionista, non può essere rilasciata da resp tecnico. la diri presuppone che l’ impianto sia stato realizzato post marzo 90 e ante DM 37/08, ART.7, e non sia reperibile o disponibile dico precedente per l’intero impianto.

  • vanessa f.

    Buongiorno, vorrei avere un chiarimento in merito alla richiesta da parte dell’ufficio tecnico comunale (ai fini del rilascio di permesso di costruire per fusione u.i. e per parziale sanatoria locali accessori): ho presentato la dichiarazione di non necessità progetto impianti in quanto l’unità abitativa ricavata mantiene gli impianti esistenti di potenzialità inferiore a kw 6 ed ha una superficie inferiore ai 400 mq. I locali accessori (serra e magazzino) per cui é stata richiesta una sanatoria mantengono l’impianto elettrico preesistente (si trattava di portici, ora tamponati).
    L’ufficio tecnico insiste nel richiedere il progetto ai sensi dell’art. 5 DM 37/2008.
    Come é corretto comportarsi in questi casi?
    Grazie per la risposta. Vanessa

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Se a seguito della fusione dei locali si tratta comunque di utenza domestica di singola unità abitativa avente potenza impegnata inferiore/uguale a 6 kW o di utenza domestica di singola unità abitative di superficie inferiore/uguale a 400 mq il progetto redatto da professionista abilitato non è richiesto.
      Ovviamente diverso se si tratta di immobile adibito ad attività produttiva, al commercio, al terziario e ad altri usi, dove invece il progetto redatto da professionista abilitato è obbligatorio in quanto supera i 200 m².
      Sarà invece obbligatorio allegare DICO delle eventuali varianti eseguite sugli impianti esistenti, possibilmente facendo riferimento alle DICO precedenti.

      • davide

        buona sera volevo sapere se e da quando c’e’ l obbligo di schema su un impianto antenna in una struttura alberghiera di grandi dimensioni (oltre 200mp).
        Grazie della risposta e saluti.

        • Alessandro T. L'autore dell'articolo

          “Art. 5 Il progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento, e’ redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste, nei seguenti casi:
          a) …
          ….
          e) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere (di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), relativi agli impianti elettronici in genere quando coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione”

          Nel caso in oggetto trattandosi di attività superiore ai 200mq ricade sotto tale obbligo.

  • Alfio Ranno

    SALVE, VOLEVO CHIEDERE UN INFORMAZIONE RIGUARDANTE L’IMPIANTO ELETTRICO PER UNA LAVA SECCO SUPERFICIE MQ 45 POTENZA IMPEGNATA 15 KW E NECESSARIO FARE IL PROGETTO ELETTRICO

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Con riferimento all’art.5 comma 2) punto c) la superficie dell’ambiente è inferiore ai 200 mq (trattandosi di attività produttiva), ma la potenza impegnata è superiore a 6 kW, quindi vige l’obbligo di progetto redatto da professionista abilitato.

  • Nazzareno Agarbati

    Buonasera,
    Abito in un condominio di 10 appartamenti e avendo l’ascensore, abbiamo una potenza elettrica di 11 Kw. Abbiamo la dichiarazione di conformità redatta da un’elettricista nell’anno 1993 circa dopo messa a norma di tutti gli impianti elettrici sia dei proprietari degli appartamenti che dell’impianto condominiale.
    L’amministratore insiste che c’è da mettere a norma l’impianto elettrico cambiando un interruttore differenziale e un iterruttore magnetotermico e di conseguenza avendo una potenza maggiore di 10 Kw. serve anche un progetto di un ingegnere con una spesa complessiva di circa 800 Euro.
    Ha ragione l’amministratore anche se NON è stata fatta nessuna Istallazione, Trasformazione o Ampliamento dell’impianto elettrico?
    Grazie per la gradita risposta porgo cordiali saluti.

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      La legge 46/90 del 1990 richiedeva l’adeguamento degli impianti elettrici secondo requisiti minimi, uno dei quali appunto l’installazione di differenziale e protezione delle linee contro i sovraccarichi.
      Suppongo quindi che nel 1993 l’Amministratore abbia chiamato diligentemente un elettricista per l’adeguamento che al termine dei lavori ha rilasciato la Dichiarazione di Conformità. A questo punto mi sorge un primo dubbio … e il progetto? Già allora era obbligatorio e l’installatore avrebbe dovuto pretendere il progetto dal committente prima di iniziare i lavori, oppure inserire il costo del progetto suo preventivo. La DICO, senza aver allegato il progetto redatto da parte di un professionista, non ha alcun valore.
      La conseguenza è ovvia. Se l’intervento del 1993 è stato fatto a regola d’arte e nel rispetto delle richieste normative, completo di tutte le documentazioni, l’impianto che non ha subito modifiche è presumibilmente ad oggi conforme, ma se i precedenti interventi sono stati eseguiti in modo incompleto o non rispondenti alle normative, ufficialmente ad oggi non risultano conformi e sarà responsabilità dell’amministratore darvi spiegazioni.

      • Nazzareno Agarbati

        Buongiorno,
        intanto grazie per la risposta così ho seguito il suo consiglio chiedendo spiegazioni all’amministratore, il quale mi ha dato tutta la documentazione della DI.CO dove risulta negli allegati obbligatori i seguenti documenti:
        1) “Relazione con tipologie di materiali utilizzati”
        2) “Copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali”
        3) “Schema di impianto realizzato” il quale è stato redatto e firato da un Perito industriale.
        Chiedo se tale “Schema elettrico unifilare di distribuzione” come lo chiama il professionista,
        è equiparato e può supplire al “Progetto” dove Lei sostiene che è richiesto avendo una potenza elettrica > di 6 Kw.
        Grazie ancora per la Sua gentilezza, porgo cordiali saluti.

        • Alessandro T. L'autore dell'articolo

          Il progetto dell’impianto elettrico purtroppo non è solo uno schema elettrico fatto con un copia-incolla. Esiste la guida CEI 0-2 “Guida per la definizione della documentazione di progetto degli impianti elettrici” è definita dal D.Lgs. 106/09 come regola d’arte nella stesura del progetto, essa definisce la documentazione di progetto che deve essere predisposta considerando soprattutto la destinazione d’uso dell’opera e deve essere necessariamente predisposta prima, e non durante o dopo l’esecuzione dell’impianto. Basilari sono la planimetria estensione impianto completa di tutte le indicazioni e caratteristiche necessarie per comprendere la tipologia di impianto, schemi elettrici dei quadri con relazione descrittiva dell’opera progettata.

  • alberto

    buongiorno, vorrei chiedere gentilmente un chiarimento; sto presentando una pratica per una ristrutturazione edilizia con cambio di destinazione d’uso, (in sostanza esiste un’abitazione di 28 mq, con in aderenza un deposito, privo di impianto vengono uniti e per il deposito oggetto della pratica di sarà il cambio di destinazione) i mq totali sono sotto i 100 e ci si attaccherà al contatore esistente con contratto da 3kw, in comune non mi chiedono il progetto, ma bensi lo schema, firmato anche dal responsabile tecnico della ditta istallatrice come da dm37/08. la mia domanda è: posso firmarlo io, architetto in qualità di progettista? e cosa si intende come schema? devo presentare un pianta con il posizionamento e la distinta o anche una relazione tecnica? spero di essere stato chiaro nell’esposizione.
    grazie.

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Con schema di impianto si intende solitamente un “mini progetto” ovvero una planimetria con indicazione dell’impianto elettrico, tipologia dei frutti con posizione e composizione, formazione linee di distribuzione. Dovrà essere allegato anche uno schema del quadro elettrico con le relative dichiarazioni. Come tutti i progetti una relazione descrittiva dell’impianto è opportuna.
      Lo schema di impianto come la DICO ed i vari allegati, non devono essere sottovalutati o considerati un pezzo di carta firmato, saranno indispensabili per definire le responsabilità in caso di infortunio o accertamenti. Avere una documentazione non corretta o incompleta potrebbe non dare la possibilità di difendersi adeguatamente da eventuali contestazioni.
      Per la firma è sufficiente quella del responsabile tecnico, se poi lo firma anche un professionista abilitato ben venga.

  • MATTEO

    SALVE, VOLEVO AVERE UN INFORMAZIONE: DOVREI INSTALLARE UN IMPIANTO ELETTRICO CON POTENZA FORNITA DI 3,3 kW/H IN UNA NUOVA STRUTTURA ADIBITA AL RICOVERO DI ANIMALI (GATTILE E CANILE). IL COMMITTENTE DICE (INSIEME AL SUO GEOMETRA) CHE IL PROGETTO NON E’ OBBLIGATORIO, MENTRE MI RISULTA CHE IN TUTTI GLI AMBIENTI ADIBITI AL RICOVERO DI ANIMALI (COMPRESE LE STALLE) IL PROGETTO SIA OBBLIGATORIO. RINGRAZIO IN ANTICIPO PER L’INTERESSAMENTO.

  • Stefano

    Salve , vorrei cortesemente sapere in una scala condominiale il rifacimento del quadro condominiale con potenza impegnata 6kw e necessario un progetto per l’installazione del nuovo quadro o basta la certificazione dell’elettricista che installa in quadro in questione ? In questo quadro sono presente solo pochi magnetotermici tipo luci scale luci box ascensore autoclave temporizzatore luci scale e citofono .

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      I quadri elettrici sono soggetti a normativa specifica, pertanto hanno l’obbligo di essere certificati dal costruttore. Cosa diversa la DICO dell’installatore che deve sempre essere rilasciata completa di tutti gli allegati obbligatori. Nel caso specifico essendo una potenza non superiore a 6kW è sufficiente il progetto a firma dell’installatore stesso e non da un professionista abilitato.

  • Francesca

    Abbiamo da un mese aperto un’agenzia di scommesse sportive e anche noi abbiamo dei pareri contrastanti riguardo il progetto dell’impianto elettrico.
    Secondo il nostro fornitore di materiale elettrico, avente anche lui un locale con metratura inferiore ai 200 mq e istallata potenza elettrica di 15 Kw, il progetto non è obbligatorio.
    ( apertura attiva luglio 2009)
    Oltre a lui ho un amico con un negozio di abbigliamento, stessa informativa di sopra citata, che anche lui non ha il progetto.( apertura attiva settembre 2010).

    Che cosa bisogna fare ?

    E quando costa un progetto visto che ci hanno “sparato” un cifra esorbitante per quello che l’ingegnere ha fatto?

    Grazie e buon anno

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Il fornitore di materiale elettrico sarà probabilmente in gamba a vendere materiale ma evidentemente non è ben aggiornato sulla situazione normativa e pertanto sarebbe bene evitasse di dar consigli sbagliati.
      In entrambi i casi citati vige l’obbligo di progetto redatto da tecnico abilitato in quanto la potenza supera i 6kW.
      Per il costo del progetto dovremmo avere qualche indicazione in più.
      Siamo disponibili per proporre la nostra offerta.

  • davide

    ho un negozio avviato di vendita di mangimi e concimi dal 1986, ovviamente non ho nessuna dichiarazione di conformità. La mia domanda è: sono in regola oppure no? se no, di cosa ho bisogno?

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      La Legge 46/90 richiedeva che gli impianti realizzati antecedentemente all’entrata in vigore della legge stessa e successivo decreto di attuazione, avessero almeno determinati requisiti minimi. Supponendo che sia questa la situazione e l’impianto potesse quindi ritenersi adeguato, finchè non si faranno modifiche sull’impianto o destinazione d’uso dei locali può ritenersi adeguato, ma se si faranno modifiche anche minime o in caso di vendita dell’immobile sarà necessario verificare le caratteristiche di tutto l’impianto e far redarre una DIRI (dichiarazione di rispondenza).
      Si deve tenere però in considerazione che gli impianti hanno ormai 28 anni e quindi sicuramente non avranno più vita lunga se non si è mai fatto nulla come dichiarato. Inoltre si deve verificare la valutazione dei rischi (carico incendio, eventuali zone ATEX o pericolose) e la compatibilità con gli impianti esistenti.
      Consiglio il sopralluogo da parte di un professionista fidato.

  • Raffaele

    Buonasera, sono un architetto progettista di un intervento di ampliamento nel limite del 20% della superficie esistente di un appartamento per civile abitazione di circa 70 mq. Il Comune mi ha richiesto di integrare il progetto con uno schema grafico relativo all’ampliamento dell’impianto elettrico. Ma se non erro secondo il DM 37/2008 il progetto è obbligatorio solo per superfici > di 400mq? Non dovrebbe pertanto essere sufficiente la sola presentazione da parte dell’impresa esecutrice della dichiarazione di conformità degli impianti installati? Ma è mai possibile che per un’opera dall’entità limitata (circa 15 mila euro di lavori) dove già sono richiesti un progettista architettonico e strutturale, un D.L. ed un coordinatore della sicurezza, debba essere necessario anche un progettista impiantista?

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Ha perfettamente ragione, essendo sotto i 400mq e se inferiore a 6kW il progetto redatto da tecnico abilitato non serve. Fornite al comune una dichiarazione che siete sotto i limiti. Ricordate però che lo schema deve essere allegato alla DICO ma è sufficiente sia firmato dall’installatore.

  • Bruno

    Buongiorno, devo ristrutturare un asilo di circa 500 mq che è attualmente già in funzione e presenta un impianto elettrico ormai datato.
    La mia domanda è la seguente: le prove di rito dell’impianto elettrico (funzionamento differenziali, prove di terra etc) le deve fare un professionista oppure basta la ditta che si occuperà dell’installazione.
    Per l’eventuale rifacimento di un parte di impianto, con aggiunta di punti di alimentazione etc, deve essere redatto un progetto da un professionista?
    Il contatore attualmente installato è di 25 kW, che verrà sostituito con una utenza più bassa.
    Grazie

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Senza dubbio vige l’obbligo di progetto da parte di professionista abilitato.
      Per quanto riguarda le verifiche iniziali di messa in servizio impianto le può fare benissimo l’installatore. Discorso diverso per le verifiche periodiche soggette a normativa specifica o verifica impianto di messa a terra soggetta al DPR 462/01.

  • Franco

    domanda ho preso in affitto un negozio e devo rifare impianto elettrico locale di 113 mq
    con alimentazione 10 kw trifase serve il progetto o no?
    Grazie

  • ANGELO

    IN UN LOCALE ARTIGIANALE GIA’ IN FUNZIONE DAL 2006, DEVO REALIZZARE UN BAGNO PER DISABILI ACCANTO A QUELLO GIA’ ESISTENTE, HO L’OBBLIGO DELLA PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI SECONDO LA 37/08?

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Nel caso specifico non si tratta di manutenzione ordinaria e direi neppure straordinaria, bensi di trasformazione ed ampliamento, quindi, se l’impianto è soggetto a progetto da parte di professionista, lo è anche quell’intervento.

  • Pasquale

    Buonasera, sono un installatore e dovrei realizzare un nuovo impianto per attività di parrucchiera inferiore a 200mq , la committente mi riferisce che sarà da rimettere in funzione un climatizzatore con split a soffitto oltre ad un boiler elettrico di circa 200 lt. che potrebbero assorbire rispettivamente 3KW e 2KW, poiché si aggiungeranno anche Phon, illuminazione sempre accesa ed eventuali caschi elettrici , a mio parere la fornitura di 6KW mi sembra risicata per tutte le apparecchiature anche tenendo conto della non contemporaneità , La committente mi chiede comunque di realizzare l’impianto senza incorrere nell’obbligo del progetto , per poi verificare in seguito se è necessario chiedere l’aumento fino a 10KW .
    In questo caso volendo avviare l’attività e dichiarare l’impianto conforme come previsto dal DM 37/08 senza obbligo di progetto, sarà necessario produrre il progetto se si richiede l’aumento di potenza all’ENEL? Oppure non ci obblighi e tutto rimane come dichiarato ? Inoltre io che cosa rischio se l’aumento viene richiesto a mia insaputa e l’ENEL acconsente ?
    La ringrazio anticipatamente per la sua cortese risposta che vorrà darmi cordialmente La saluto .

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Mi sembra assurdo cercare di aggirare la norma quando oltretutto ciò comporta più rischi che benefici, senza modificare esageratamente i costi.
      L’obbligo di progetto riguarda il Committente e l’impresa installatrice. Il committente ha l’attenuante che non sa, l’impresa installatrice, essendo abilitata, non può non sapere che nel caso specifico c’è l’obbligo di progetto.
      Se dunque l’impresa esegue l’impianto senza progetto commette un abuso, poichè svolge una attività per la quale non è stata autorizzata. La responsabilità per la mancanza del progetto ricade sia sull’impresa installatrice, sia sul committente. La dichiarazione di conformità, priva di progetto, dove è obbligatorio, ha valore nullo, anzi nei luoghi di lavoro testimonia un reato.
      Chiarito quanto sopra, l’obbligo di progetto di un impianto elettrico, di un suo ampliamento o trasformazione, da parte di un professionista iscritto all’albo scatta quando la potenza impegnata supera 6kW. Quando il contratto di fornitura dell’energia elettrica non è stato ancora stipulato si fa riferimento alla potenza impegnabile, cioè alla potenza di progetto dell’impianto che sarà indicata nella DICO.
      Quindi, se realizza un impianto che possa sopportare più di 6kW deve allegare il progetto, nel caso contrario non ha l’obbligo di allegare il progetto.
      Attenzione però, se un giorno farà il potenziamento contrattuale, l’impianto sarà sottodimensionato (se non è così dovrà già esserci il progetto, vedi sopra) e dovrà allegare il progetto in quanto si tratterà di trasformazione ed ampliamento impianto.
      Ovvio a questo punto che se c’è nell’aria la possibilità di avere potenze superiori conviene realizzare da subito un impianto performante allegando il progetto, anzichè dover poi rimettere pesantemente le mani sul lavoro in un secondo tempo, ma questo è un pensiero personale!

    • Pasquale

      La ringrazio per la sua esaudiente risposta , credo che convincerò la committente a optare obbligatoriamente per il progetto !!!

  • abde

    salve sono un tecnco escritto al albo dei geometri.
    devo fare un progetto di impianto di un centro sportivo .
    la dimensione degli spogliatoi e di 120mq e il resto sono campi da clcetto che hanno 5 fari la potenz del contatore e un mono fase di 6 kw
    posso fare io il progetto. grazie

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Supposto che ci sia l’obbligo di progettazione da parte di un professionista abilitato, i geometri non hanno competenze nella progettazione degli impianti elettrici.

  • giulio

    Buongiorno,
    vorrei capire se, a fronte di un progetto di impianto elettrico condominiale con data 2007, l’installatore che ha iniziato i lavori nel marzo 2011 e conclusi a ottobre 2011 doveva attenersi alle nuove normative pubblicate successivamente (se non erro 64-8 v.3) oppure alle normative riferite al periodo della stesura del progetto.
    L’installatore è tenuto ad applicare le normative, se migliorative, indipendentemente dal progetto?

    Grazie

  • Andrea

    Buona sera
    Sono un installatore
    In un edificio della pubblica amministrazione superiore ai 200 m quadri e con potenza impiegata superiore ai 6 kw si stanno rifacendo i bagni . Dovendo rifare l impianto elettrico nella parte interessata dall intervento mi chiedevo se era necessario avere il progetto ?

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Si tratta di trasformazione degli impianti in ambienti dove vige l’obbligo di progetto redatto da un professionista iscritto negli albi professionali secondo la specifica competenza tecnica richiesta, pertanto la risposta è SI, è obbligatorio.

  • annalisa

    Buongiorno, vorrei un consiglio. Ho preso in affitto un locale commerciale per aprire una pasticceria. L’inquilino precedente un pizzaiolo ha ampliato la potenza fino a 30 kw. Non si trova questo progetto. Io dovrei richiedere all’enel 10 kw. Ora devo far fare questo progetto o è competenza del proprietario o dell’ex inquilino? Io l’ho affittato già potenziato. Spero possa essermi d’aiuto. La ringrazio Annalisa

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Il progetto dovrebbe essere a carico di chi commissiona il lavoro, direttamente al professionista o chiavi in mano all’installatore che non può realizzare l’opera senza un progetto (dove vige l’obbligo come in questo caso).
      Chi subentra nei locali deve pretendere le documentazioni complete che attestino un impianto a regola d’arte, salvo condizioni contrattuali diverse.
      Se poi si renderà necessario effettuare trasformazioni dell’impianto elettrico o rivalutazioni dell’analisi dei rischi questo sarà a carico del nuovo affittuario.
      Resto a disposizione per chiarimenti telefonici più approfonditi.

  • Fabio

    Salve, mi è chiaro che l’installatore è obbligato a rilasciare la Dichiarazione di Conformità anche se non è pagato entro 30 giorni dalla data di fine dei lavori. Ma che succede se in ogni caso non la rilascia, neanche dietro ad una causa? Esiste un precedente giuridico per cui il Comune accetta certificati di conformità redatti da un’altra ditta (per impianti e quindi certificati di conformità da datare dopo l’entrata in vigore del DM 37/2008, in cui non è prevista la conformità di rispondenza) oppure se non ho il certificato di conformità redatto dalla ditta installatrice non avrò mai il certificato di agibilità?
    Grazie

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Risposta non semplice sulla quale sarebbe necessario avere ulteriori informazioni. In ogni caso l’installatore è obbligato a rilasciare la DICO. Il comune acquisisce documentazioni senza entrare nel merito di chi le ha rilasciate.

  • Mauro

    Nel caso di un edificio residenziale (appartamenti in condominio) l’elettricista deve rilasciare lo schema unifilare as-built (definitivo) oppure è sufficiente il progetto e una descrizione dell’impianto realizzato?

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Meglio se viene rilasciato uno schema as-built con relazione (progetto base). Se esiste il progetto perchè ne vige l’obbligo, dovrà essere aggiornato il progetto (progetto redatto da professionista abilitato).

  • Giuseppe

    Salve, vi scrivo perchè mia moglie ha un’attività di Lavasecco dal novembre 1998 dove chi ha fatto l’impianto non gli ha rilasciato nulla. Purtroppo essendo donna non si è informata sulla legge allora in vigore la 46/90 e si fidata di ciò che gli hanno detto. Adesso Io vorrei sapere cosa dovrebbe fare mia moglie per mettersi in regola visto che è in vigore la 37/08 che ha sostituito la 46/90, premetto che nel locale ha una fornitura elettrica di 25 KW. Inoltre l’impianto ha la messa a terra, collegata alla palina dell’impianto elettrico dell’intero palazzo,vorrei sapere se devo predisporre una nuova messa a terra con le verifiche annuali da fare. Nell’attesa vi Porgo Distinti Saluti e vi ringrazio della vostra cortesia Giuseppe.

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      Purtroppo è un problema comune, la colpa è si di sua moglie che non si è informata (ma in questa selva di regole non è poi cosi facile), ma soprattutto dei professionisti che si comportano in modo scorretto e deplorevole senza consegnare le documentazioni che ormai non dovrebbero più essere una novità.
      Nel suo caso l’unica cosa da fare è chiamare un professionista che, dopo aver ispezionato attentamente l’impianto, se non saranno riscontrate anomalie, potrà rilasciarvi una dichiarazione di rispondenza (DIRI). Per questo siamo a disposizione in quanto il nostro studio è abilitato.
      L’impianto di terra invece può essere unico allacciandosi all’impianto condominiale. La denuncia impianto di messa a terra (DPR 462/01) serve solo se avete personale dipendente.

  • Giovanni Ripa

    In una azienda artigiana di lavorazioni meccaniche relativamente all’impianto elettrico dei locali esiste una dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico con allegato il progetto datata anno 2003.

    Nell’anno 2013 è stato installato un impianto fotovoltaico connesso in rete della potenza di 18 kWp con relativo progetto e dichiarazione di conformità del solo impianto fotovoltaico.

    Gradirei sapere se con queste due dich. di conformità stiamo a posto oppure bisogna unificare in un unico progetto e in una unica dichiarazione di conformità.
    In sostanza la installazione dell’impianto fotovoltaico cosa implica?

    • Alessandro T. L'autore dell'articolo

      In linea di massima direi che siete a posto così. L’importante è solo che chi ha fatto l’ultimo intervento abbia anche verificato che non siano variati i parametri elettrici iniziali sull’impianto esistente e che quindi sulla nuova DICO si faccia riferimento alle DICO precedenti.

      • Graziano

        Salve, sono un installatore dovrei fare un nuovo impianto elettrico per illuminare un parcheggio privato all’aperto di circa 800 metri quadrati, ma verranno montate apparecchiature a led il cui totale non supererà’ i 4,5 kw. Dovro’ consultare un progettista o potro’ certicare io stesso l’impianto?

        • Alessandro T. L'autore dell'articolo

          Se il parcheggio ha un suo contatore di energia non è soggetto al DM 37/08, se è allacciato ad impianto che alimenta un edificio allora rientra negli obblighi del DM 37/08.

      • NICOLA BARBARO

        SONO INSTALLATORE ELETTRICO DAL 1982 AVEVO 20 ANNI ED E DA QUEL PERIODO CHE FCCIO IMPIANTI CON MORSETTI,TERRA DA 16mm SALVAVITA LINEA LUCI E PRESE SEPARATE E TRASF.12 V PER PULS FUORI PORTA E PULS.CAMPAN.EMERG.
        DOCCIA QUINDI LE BUONE TECNICHE DI LAVORO CI SONO SEMPRE STATE SONO GLI INSTALLATORI CHE NON USANO CON COSCIENZA I MATERIALI E IL MODO GIUSTO PER SAPERLI USARE