Quando NON è richiesto il progetto impianto elettrico 18


Una delle domande più frequenti è sempre se il DM 37/08 richiede l’obbligo di progetto oppure se il caso in questione ne è esente.

Studio Torelli

Quando non è necessario progetto impianto elettrico

Oltre alle casistiche definite nell’articolo 5 del DM 37/08 esistono casi in cui il progetto di un impianto elettrico non è richiesto, nè da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche nè dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.

I casi sono i seguenti:

  • Cantieri edili;
  • Installazione di elettrodomestici, ascensori, porte o cancelli automatici;
  • Interventi che rientrano nella manutenzione straordinaria.

Attenzione però che nel caso di cancelli automatici, condizionatori, ascensori, ecc. fa eccezione la linea di alimentazione che deve invece essere progettata.

 

Lo studio elettrotecnico Torelli è disponibile per fornire eventuali chiarimenti o approfondimenti sull’argomento.

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18 thoughts on “Quando NON è richiesto il progetto impianto elettrico

  • Caterina Gerolimetto

    Buongiorno,
    nella redazione di un progetto definitivo pubblico, nel caso specifico un ponte pedonale di 40m, è necessario far redigere il progetto dell’impianto di illuminazione (led integrati ai montanti) da un professionista o basta la certificazione di conformità dell’impresa che lo installerà?
    Perché il DM 37/08 fornisce specifiche solo per quanto riguarda spazi interni, mentre non trovo normative per quanto riguarda gli spazi esterni.
    Grazie, cordiali saluti

    • Alessandro Torelli L'autore dell'articolo

      Trattandosi di impianti totalmente all’esterno non ricade sotto alcun obbligo previsto del DM 37/08.
      Esistono però altre normative di settore che forniscono indicazioni sia sulle modalità costruttive che sulle caratteristiche illuminotecniche che tali apparecchi di illuminazione devono avere. Consiglio pertanto di contattarci direttamente (http://www.torellistudio.com/studio/contatti/) per valutare nel dettaglio le richieste espresse dalle norme CEI, UNI e Leggi Regionali specifiche ed a cui è obbligatorio attenersi.

  • Ferdinando

    Buongiorno, sono un istallatore di sistemi TVCC, allarmi , e di reti lan la mia domanda è se quando alimento un sistema di sicurezza tipo centralina, dvr, tvcc o router dopo che ho installato un magneto termico nelle vicinanze devo fare fare un progetto se il locale supera i 400 mq oppure se si tratta di un locale commerciale? da premettere che intervengo sempre dopo l’installazione dell’impianto elettrico.
    Grazie

    • Alessandro Torelli L'autore dell'articolo

      Un impianto elettrico inizia immediatamente a valle del contatore e termina sui morsetti dell’utilizzatore se fisso (centralina, condizionatore, cancello, ecc.) o sulla presa, pertanto nel momento in cui installa una protezione con relativa linea effettua a tutti gli effetti una installazione/ampliamento/trasformazione dell’impianto elettrico ed in quanto tale deve essere progettata e si deve rilasciare la DICO.
      Vedere anche http://www.torellistudio.com/studio/2016/08/05/dm-3708-significato-e-tipologie-degli-interventi-sullimpianto-elettrico/

      • ferdinando

        Grazie, allora devo fare la dichiarazione di conformità per la modifica all’impianto esistente e poi per la nuova installazione quella inerente all’impianto di allarme -video o rete rilascio una seconda dichiarazione ?
        posso farne una sola per tutte e due le cose ?

        • Alessandro Torelli L'autore dell'articolo

          Oltre alla DICO deve allegare il progetto (se si tratta di impianto soggetto all’obbligo). Può firmare la DICO solo se ha le abilitazioni per la tipologia di lavoro che deve eseguire. Una unica DICO può andar bene, magari dettagliando sulla relazione tipologie materiali (allegato obbligatorio) cosa è compreso e cosa è escluso.

  • paolo

    buon giorno sono un istallatore elettrico ,
    un mio cliente mi chiede la conformita dell’impianto da me realizzato ,io chiedo che ci vuole il progettoperche la casa a una sola utenza elettrica di potenza 6 kw ma di superficie totale superiore ai 400 m2 ,risposta del cliente : l’impianto realizzato nei locali attuali e fini ti è un totale di circa 389 m2 e quindi è parziale al momento intende abitare solo questi gli altri verranno finiti più avanti .
    la mia domanda da chi devo far dichiarare la superficie calpestabile?
    un suo perito a fatto un sopraluogo e dichiara con relativa lettera che la superficie no supera i 400m2 e che l’utenza non va oltre i 6 kw
    ma non vuole firmare la sua dichiarazione affermando che è valida lo stesso lui la sempre presentate cosi.
    cosa devo fare?in attesa di risentirvi cordialmente vi saluto
    godi paolo.

  • Piergiorgio Marchi

    Buongiorno,
    devo eseguire un intervento di “manutenzione straordinaria” (art.3 comma 1, lettera b) del T.U. edilizia DPR n.380/2001; ho già fatto la SCIA col Comune) su un immobile abitativo (unità residenziale di testa in residence) costurito negli anni ’80. L’impianto elettrico in sostanza verrà rifatto poichè vorrei metterlo domotico. Occorre il progetto anche se l’edificio era già esistente, regolarmente accatastato e in passato già dotato di utenza elettrica? e se si, in quali casi mi occorrerà domani mi potranno richiedere di esibire il progetto? per utenze con potenza impegnata superiore ai 6KW o anche pari a 6 kw? e per il limite di 400 metri quadri di superficie come si calcola?
    Ringrazio anticipatamente per il vostro cortese aiuto
    Cordialità

    • Alessandro Torelli L'autore dell'articolo

      Nel caso specifico l’impianto elettrico è da rifare e quindi totalmente nuovo. L’obbligo di progetto c’è sempre. Se supera i 6kW e/o i 400mq il progetto deve essere redatto da professionista iscritto negli albi professionali secondo la specifica competenza tecnica richiesta, altrimenti dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.
      Il fatto che l’edificio sia già esistente da molti anni non è influente, l’impianto è nuovo ed è soggetto agli obblighi normativi.
      Il problema non è chi richiederà i documenti, bensì quali sono gli obblighi e prescrizioni normative. Se c’è l’obbligo del progetto e delle DICO deve essere rispettato.
      Vedere articolo http://www.torellistudio.com/studio/2012/03/21/dm-37-08-progetto/ e successivi commenti.

  • tony

    Buongiorno, sono un installatore ho avuto l’incarico in occasione di una manutenzione straordinaria alle pareti esterne presso un condominio di n 6 appartamenti, di eliminare il vecchio impianto di messa terra tutto esterno con tubo in pvc, con nuova canalizzazione sottotraccia e logicamente sostituzione del cavo con uno nuovo da 16 mmq giallo verde, abbiamo seguito il vecchio percorso per inserire in ogni poggiolo una scatola di derivazione dove ogni utente potrà collegarsi al montante con il circuito di messa a terra del proprio impianto privato, sono stati eseguiti 2 montanti che fanno capo a due dispersori di mt 1,5 interconnessi tra di loro con cavo sempre da 16 mmq interrato con cavidotto, in pratica abbiamo creato una U con 3 scatole di derivazione ogni montante totale 6,
    Nel caso specifico, serve la semplice dichiarazione di conformità?
    grazie e saluti

      • tony

        Grazie mille della risposta,
        aggiungo
        siccome tale intervento e nato frettolosamente in concomitanza di esigenze di restauro pareti, siamo stati incaricati di intervenire solamente nella parte dei montanti esterni, dove non vi era traccia di collegamenti ai circuiti interni dell’impianto elettrico comune, ma solamente qualche collegamento e non tutti, di circuiti di messa a terra degli appartamenti,pertanto non essendo incaricato di approfondire ed ispezionare il resto dell’impianto delle parti comuni, sulla DICO mi consiglia di specificare bene che si certifica solamente la parte eseguita rimandando all’amministratore responsabilità e competenza dei controlli al resto dell’ impianto? grazie saluti

        • Alessandro Torelli L'autore dell'articolo

          A propria tutela consiglio sempre di investire qualche minuto in più per compilare in modo corretto e completo la DICO, eventualmente allegando schemi, relazioni e foto di quanto realizzato in modo tale da poter sempre dimostrare di aver adempiuto correttamente all’oggetto dell’incarico. Avendo comunque messo mano o apportato modifiche su un impianto esistente consiglio comunque di verificare che non ci siano situazioni gravi, segnalando eventualmente, con lettera all’amministratore, che gli impianti non risultano a norma. Sarà poi compito dell’amministratore estendere l’incarico oppure assumersi le responsabilità.

  • Antonello Manno

    Salve. Vorrei cortesemente chiedervi una delucidazione.Non mi è chiaro se ho l’obbligo di presentazione del progetto dell’impianto elettrico sul rifacimento di na piazza o se basta la dichiarazione di conformità dell’istallatore.
    Il progetto prevede oltre al rifacimento della pavimentazione anche la ricollocazione in una nuova posizione di 10 lampioni esistenti di potenza circa 150-200watt cadauno e nella collocazione di tre torrette a scomparsa con prese da 230v e 400v per l’alimentazione di utenze quali palchi per musica, fiere e sagre.
    Cosa dice la norma a riguardo? Opero in Calabria. Grazie

    • Alessandro Torelli L'autore dell'articolo

      Il Decreto DM 37/08 non si applica agli impianti di illuminazione pubblica perchè completamente all’esterno, quindi non è richiesto il progetto, la dichiarazione di conformità e il lavoro può essere eseguito da imprese non abilitate dal DM 37/08.
      Va detto però che gli impianti di illuminazione pubblica sono soggetti a normative specifiche come la UNI 11248, leggi regionali contro l’inquinamento luminoso ed efficienza energetica, norme CEI 64-8, ecc. e pertanto devono essere rispettate e certificate le rispondenze a tali requisiti. Chi può farlo se non un progettista che imposta i giusti parametri e da le direttive su come relizzare un impianto a regola d’arte? La DICO è prevista solo dal DM 37/08, quindi nel caso specifico non è richiesta. Consiglio però di farsi rilasciare dall’installatore comunque una Dichiarazione di corretta installazione.
      Infine consiglierei di far valutare ad un professionista “esperto” la possibilità di utilizzare lampade meno energivore o colonnine prese gestibili con sistemi tipo https://thor.tools/ che permettono una gestione semplice ed economica, senza vincoli di prodotti o monomarche.

      • Antonello Manno

        Grazie mille. Il problema Delle lampade non si pone in quanto c’è un riutilizzo Delle stesse in quanto i lampioni saranno riutilizzati. Per quanto riguarda la dichiarazione di conformità e di corretta installazione sarà mia premura richiederla alle ditte istallatrici. Naturalmente la scelta Delle colonnine sarà fatta con cura. Il mio problema era sulla progettazione dell’impianto in se’. Grazie ancora